martedì 30 marzo 2010

venerdì 19 marzo 2010

LA FINALE SCUDETTO DEL 1989 - GARA 1: 16 MAGGIO 1989

ENICHEM LIVORNO v PHILIPS MILANO 92-79

ENICHEM LIVORNO: FANTOZZI 14, FORTI 19, ALEXIS 26, CARERA 8, TONUT 13, WOOD 9, DE RAFFAELE 3. N.E.: PIETRINI, PELLETTI E TEDESCHI. ALLENATORE: ALBERTO BUCCI.
PHILIPS MILANO: D'ANTONI 6, PREMIER 11, MENEGHIN 10, MCADOO 20, KING 19, PITTIS 9, PESSINA 2, MONTECCHI 3. N.E.: ALDI E BALDI. ALLENATORE: FRANCO CASALINI.
LIVORNO - Una battaglia di nervi, un testa a testa estenuante, tanti errori da ambo le parti poi finalmente il guizzo finale dei gialloblu che negli ultimi cinque minuti assestano il colpo del K.O.: ecco la sintesi del primo scontro valevole per lo scudetto tra Enichem e Philips. L'impatto dei livornesi in questa finale è stato tremendo. Troppo tesi i labronici per trovare le abituali geometrie, per sviluppare il proprio gioco, per fare arrivare i collegamenti: nei dieci minuti iniziali il quintetto di Alberto Bucci regala addirittura 12 palle perse ai milanesi, diventate poi 16 nel finale di primo tempo. Ma anche i campioni d'Europa hanno i loro bravi problemi se è vero che non riescono a distanziare più di tanto gli avversari in tilt psicologico. E difatti il massimo vantaggio raggiunto dai milanesi è di cinque lunghezze (sul 20 a 25). Poi l'Enichem piano piano si scioglie, mette da parte la tensione nervosa ed inizia a duellare alla pari con la Philips. A 6 minuti dalla fine del primo tempo è già avvenuto il pareggio e poi avviene l'allungo 5 punti ma nell'ultimo cade nuovamente in alcune ingenuità e i milanesi ne approfittano per andare a riposo in perfetta parità. Nel secondo tempo l'Enichem si fa subito valere è c'è il primo allungo (54 a 48) ma non sarà quello definitivo. La Philips è in agguato e la risposta dei Campioni d'Europa non si fa attendere con un parziale di 7 a 0. Si va avanti per un bel pò con minimi vantaggi da entrambi le parti. La svolta arriva con un fallo intenzionale fischiato a McAdoo su David Wood che infastidito dalla difesa del giocatore americano di Livorno si innervosisce. A questo si aggiungono le giocate di Fantozzi, le bombe di Forti, intervallate dai canestri di Tonut e Alexis, che annientano definitivamente la squadra Milanese. La Libertas si porta sull' 1 a 0.

mercoledì 17 marzo 2010

TRAJKO RAJKOVIC

Sono tanti, tantissimi, i grandi campioni che hanno indossato la maglia di una delle due squadre livornesi. Oggi parliamo del grande ed indimenticabile Trajko Rajkovic.
Trajko Rajkovic è nato nella vecchia Jugoslavia il 7 dicembre del 1937.
La sua carriera da professionista è legata moltissimo a Livorno visto che è stata l'unica squadra italiana di cui ha indossato la maglia.
Ha giocato con la maglia della Fargas Livorno (Libertas) nella stagione 1967-68 conquistando anche il vertice della classifica marcatori del campionato con 521 punti segnati.
Purtroppo con Livorno il legame finisce subito visto che la società retrocede dalla serie A alla serie B e deve mandare via i propri giocatori stranieri. A Livorno, soprattutto nei cuori dei tifosi della Libertas, ha lasciato un bellissimo ricordo perché aveva legato moltissimo con i propri compagni di squadra e perché è stato per tutti un esempio di serietà da seguire sia in allenamento che durante le partite.
Ha giocato anche con la maglia della propria nazionale vincendo due argenti (1965 e 1969) ed un bronzo (1963) ai campionati europei; due argenti (1963 e 1967) ed un oro (1970) ai campionati mondiali ; un
argento (1968) alle olimpiadi.
Nel 1970, tre giorni dopo la vittoria ai campionati mondiali giocati in casa, muore lasciando una moglie Biljana ed un figlio Vladimir. E' stato un grandissimo campione...