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martedì 4 maggio 2010

CHI HA GIOCATO A LIVORNO: CHRIS HASLAM (BASKET LIVORNO)

Chris Haslam è nato il 27 maggio 1974 a SouthPort in Inghilterra. La sua carriera da professionista la passata maggiormente in Italia ed ha anche vestito la maglia del Basket Livorno.
La sua carriera inizia in Inghilterra (dove la pallacanestro conta poco) dove nel 1997 indossa, dopo aver giocato nelle giovanili con la maglia dei Wyoming Cowboys, la divisa dei Birmingham Bullets (1997-98).
Inizia poi la sua carriera europea. Prima in Grecia (1998-99) con la formazione dell'Apollon Patrasso, poi in Belgio (1999-2001) dove rimane due anni con i Verviers-Pepinster, in Germania (2001-2002) con i colori del Mitteldeutscher BC, dinuovo in Belgio con la formazioni di Liegi (2002-2003). Nell'estate del 2003 valca i confini italiani dove giunge a Livorno per un provino. Ma a Livorno non arriverà in quest'estate dove invece giocherà con la formazione della Pallacanestro Messina (2003-2004) dove disputa 32 partite. Nel 2004-2005 indossa la divisa del Basket Livorno (sponsorizzata Villaggio Solidago) con cui gioca 31 incontri nella stagione regolare segnando 4.3 punti di media a partita, conquistando 3,3 rimbalzi, con il 45.8% al tiro da due ed il 44,1% ai tiri liberi.
Nell'estate del 2005 abbandona la città di Mascagni e di Modigliani e si trasferisce a Teramo (2005-2006). Nel 2006 ancora un trasferimento, in Sicilia, nella Pallacanestro Trapani (2006) dove però a metà stagione lascia la squadra e si trasferisce di nuovo in Inghilterra dove gioca nella squadra dei London United (2006-2007). Nel 2007 infine si trasferisce negli Everton Tigers dove tutt'ora gioca nel ruolo di centro.

giovedì 3 dicembre 2009

L'ULTIMA ESULTANZA DI LIVORNO

3 GIUGNO 2001: LIVORNO ESULTA PER LA PROMOZIONE IN LEGA A
E' da otto anni che a Livorno non festeggiamo qualcosa, come si può vedere dalla foto sopra. Livorno espugna il campo di Reggio Emilia con un canestro di Ken Barlow all'ultimo secondo in gara 5 della finale dei playoff di LegaDue per la promozione nella massima serie.

giovedì 2 ottobre 2008

LIVORNO ANCORA PROTAGONISTA NELLA PALLACANESTRO

Manchiamo da anni nel lottare al vertice della pallacanestro italiana, ma d'importanza la pallacanestro livornese non hai mai perso. Tra radiazioni, rinascite, fallimenti e retrocessioni, il fuoco che ha alimentato il movimento cestistico labronico non hai mai smesso di ardere. Ci sono difficoltà economiche generali che attraversano tutti settori della vita quotidiana e che hanno inciso molto negli sport meno economicamente redditizzi come la pallacanestro. Gli ultimi esempi a livello nazionale sono le radazioni in Lega A di due società come Napoli e Capo d'Orlando che fino allo scorso anno sembravano vivere una passione senza rivali. Putroppo questa passione è passata in secondo piano. Oggi riescono a reggersi in piedi solo le squadre della grandi città che hanno degli imprenditori locali che sono conosciuti a livello internazionale e che contribuiscono al mantenimento di una squadra di vertice (Roma, Milano, Bologna). Ma la passione che può essere presente in queste città non sarà mai come quella nostrana. A Livorno ci sono le difficoltà economiche per mantenere a "galla" una squadra di LegaDue (a proposito dove sono finite le promesse del sindaco?) ma non è mai finita la passione e l'amore per uno sport che, almeno in Italia, è nato qui. La pallacanestro femminile dopo 50 anni è tornata in serie A1, in serie C dilettanti è presente la Libertas Liburnia Livorno, in serie C regionale gioca l'US Livorno Basket, in serie D regionale ci sono addirittura 5 squadre (come in Inghilterra dove Londra nel calcio ne conta altrettante): Don Bosco Livorno, Acli Stagno, Pielle Livorno, Jolly Acli Livorno e Meloria Basket 2000 Livorno. Per non parlare dei campionati amatoriali, giovanili e promozione, dove fioccano team di appassionati che danno vita ad infuocate partite. Un'amore insomma che non finisce mai e che deve essere ripagato, non con false promesse, ma con concrete realtà e non importa chi ci deve rappresentare ai massimi livelli basta che lo faccia con passione e non con menefreghismo. (Ogni riferimento è puramente causale)